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	<title>Out of the Shell &#187; Rosarno</title>
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		<title>Rosarno per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 13:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre comunicati che non posso pubblicare per ora, ma che saranno argomento di oggi. Comunicati di resistenza e di lotta. Comunicati di resistenza. A stasera.   Ore 21,24 Mantenuta la promessa due comunicati per non dimenticare, per continuare a lottare, per il riconoscimento di una convivenza civile, per non smettere di sperare. Comunicato 1 DA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Tre comunicati che non posso pubblicare per ora,</p>
<p style="text-align: center;">ma che saranno argomento di oggi.</p>
<p style="text-align: center;">Comunicati di resistenza e di lotta.</p>
<p style="text-align: center;">Comunicati di resistenza.</p>
<p style="text-align: center;">A stasera.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/02/n241112407531_8794.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-263" title="n241112407531_8794" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/02/n241112407531_8794.jpg" alt="n241112407531_8794" width="299" height="449" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;">Ore 21,24</p>
<p style="text-align: center;">Mantenuta la promessa due comunicati per non dimenticare,</p>
<p style="text-align: center;">per continuare a lottare,</p>
<p style="text-align: center;">per il riconoscimento di una convivenza civile,</p>
<p style="text-align: center;">per non smettere di sperare.</p>
<p style="text-align: center;">Comunicato 1</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DA ROSARNO A ROMA: DIRITTI E DIGNITA&#8217; PER TUTTI<br />
&#8220;Non abbiamo da perdere che le nostre catene&#8221;<br />
</strong></p>
<p>A Rosarno l&#8217;ordine è stato ristabilito. Il dispiegamento militare dello Stato ha risolto in quella terra il problema della situazione da guerra civile seguita alla giusta rivolta dei braccianti immigrati, privati dei più elementari diritti.</p>
<p>Le stesse persone costrette a fuggire dalla guerra e dalla devastazione che il grande capitale e i governi occidentali portano nei loro paesi, vengono esposte nella democratica e civile Italia all&#8217;asservimento, alla segregazione e al linciaggio, fino alla reclusione nei campi d&#8217;internamento chiamati ora CIE, già CPT. Questo è l&#8217;esito del cosiddetto &#8220;controllo dei flussi&#8221; realizzato da Schenghen in poi, con leggi come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, il Pacchetto Sicurezza. A cui oggi, dopo Rosarno, si aggiunge un nuovo strumento: la deportazione.</p>
<p>Questo è il sistema che consente alla grande distribuzione dei generi alimentari di lucrare, nel quadro delle direttive dell&#8217;UE: a Rosarno come nel casertano, nel foggiano, nell&#8217;Agro Pontino, nel &#8220;ricco nord est&#8221; tutti sanno che le maggiori produzioni agricole di questo paese si arricchiscono grazie all&#8217;abbattimento del costo della manodopera. Arance, pomodori, fagiolini e tutti i gloriosi prodotti dell&#8217;industria alimentare italiana raggiungono le tavole di mezzo mondo grazie al bisogno estremo di lavoro delle masse di giovani immigrati.</p>
<p>Da Bari a Roma, con un biglietto di sola andata. Così circa duecento di questi lavoratori si sono ritrovati nella capitale senza alcun punto di riferimento. Dalle baracche e dagli accampamenti della piana di Gioia Tauro ai portici di via Marsala, a far compagnia alle altre migliaia di persone che già pagano il prezzo del generale impoverimento della popolazione.</p>
<p>La Roma delle istituzioni ha guardato altrove, impegnata com&#8217;è a costruire centri commerciali, a fantasticare circuiti di formula 1, a rappresentarsi tristemente nell&#8217;ennesimo teatrino elettorale.</p>
<p>La rete di realtà autorganizzate del Pigneto invece ha aperto le porte ad una parte di questi lavoratori, improvvisando un luogo di prima ospitalità all&#8217;interno del Centro Sociale ex SNIA, in via Prenestina. Il centro sociale, l&#8217;Osservatorio Antirazzista Territoriale, il Comitato di Quartiere, l&#8217;associazione Progetto Diritti, l&#8217;Assemblea delle donne del consultorio, e tanti altri hanno messo in campo tutte le risorse per garantire una risposta immediata ai bisogni primari attivando, come già accaduto in passato, una rete spontanea di solidarietà che ha coinvolto tutto il territorio.<br />
Lo Sportello legale attivo nel territorio sta lavorando per il riconoscimento dei permessi di soggiorno, Medicina solidale si sta occupando dell&#8217;assistenza sanitaria. Questo contesto di solidarietà attiva ha permesso che cominciasse un percorso di autorganizzazione, concretizzatosi nella prima ASSEMBLEA DEI LAVORATORI AFRICANI DI ROSARNO A ROMA, che da questo momento diventa il luogo centrale delle prossime mobilitazioni.</p>
<p>Ma non basta. Bisogna denunciare i responsabili politici di questa vergogna. Lo stesso governo che ha deliberatamente lasciato migliaia di lavoratori nelle inumane condizioni delle tante Rosarno d&#8217;Italia, oggi ignora la condizione di profughi che ha creato con la deportazione. Senza casa, senza lavoro, senza reddito alcuno. Le istituzioni avrebbero poteri, responsabilità e risorse per garantire il diritto di questi lavoratori ad un&#8217;ospitalità degna.</p>
<p>Le azioni di solidarietà vanno tradotte immediatamente in percorsi di lotta. I lavoratori africani di Rosarno hanno alzato la testa, tra i pochi in questo paese narcotizzato. Insieme a loro intendiamo porre il problema alla città ed alle sue istituzioni per rivendicare quello che spetta loro di diritto:</p>
<p><strong>PERMESSI DI SOGGIORNO, ALLOGGI DIGNITOSI, ASSISTENZA SANITARIA, UN LAVORO REGOLARE PER TUTTE LE VITTIME DELLA &#8220;CACCIA AL NEGRO&#8221; E DELLA DEPORTAZIONE DI ROSARNO.<br />
</strong><br />
C.S.O.A. eXSniaViscosa<br />
Osservatorio Antirazzista Territoriale Pigneto &#8211; Tor Pignattara<br />
Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino<br />
Assemblea delle Donne del consultorio del Pigneto<br />
Associazione Progetto Diritti</p>
<p style="text-align: center;">Comunicato 2</p>
<p style="text-align: center;"><strong>“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong>In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l’Assemblea dei<br />
lavoratori Africani di Rosarno a Roma.<br />
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver<br />
rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane.<br />
Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità.<br />
Il nostro lavoro era sottopagato.<br />
Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo<br />
la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre<br />
tasche.<br />
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci<br />
pagare.<br />
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica.<br />
Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di<br />
tutti i generi.<br />
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri<br />
sfruttatori.<br />
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie…prelevati, qualcuno è<br />
sparito per sempre.<br />
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l’interesse di qualcuno. Abbiamo<br />
continuato a lavorare.<br />
Con il tempo eravamo divenuti  facili bersagli. Non ne potevamo più. Coloro<br />
che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel<br />
loro orgoglio di esseri umani.<br />
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo<br />
invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.<br />
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza.<br />
La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste?<br />
Le autorità e le forze dell’ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla<br />
città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si sono messi a<br />
darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere e proprie<br />
squadre di caccia all’uomo.<br />
Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci<br />
sono ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città<br />
del Sud.<br />
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove<br />
dormire, senza I nostri bagagli e con I salari ancora  non pagati nelle mani<br />
dei nostri sfruttatori.<br />
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le<br />
cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le olive, le<br />
arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.<br />
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché<br />
abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani. Non siamo venuti in<br />
Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all’Italia<br />
come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.<br />
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le<br />
nostre richieste:<br />
- domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari agli<br />
11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello<br />
sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza<br />
lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.<br />
Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci<br />
garantisca la possibilità di lavorare con dignità.</p>
<p><strong>L’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma</strong></p>
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		<title>Ancora su Anno Zero e Rosarno</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 14:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Out the Shell ha una caratteristica che ho già spiegato nella prima trasmissione e che ancora potete ascoltare. L&#8217;esprimere ciò che pensa e vuole dire viene fatto attraverso vari canali di comunicazione. Parole, musica, letture, silenzi tutto fa parte di ciò che vuole dire. Sta a chi ascolta comprendere, ma non è importante capire, l&#8217;importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/annozero.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="annozero" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/annozero.jpg" alt="annozero" width="299" height="204" /></a></p>
<p>Out the Shell ha una caratteristica che ho già spiegato nella prima trasmissione e che ancora potete ascoltare.</p>
<p>L&#8217;esprimere ciò che pensa e vuole dire viene fatto attraverso vari canali di comunicazione.</p>
<p>Parole, musica, letture, silenzi tutto fa parte di ciò che vuole dire.</p>
<p>Sta a chi ascolta comprendere, ma non è importante capire, l&#8217;importante è pensare per capire.</p>
<p>Ieri è stato molto difficile commentare la puntata di Anno Zero, di Michele Santoro,  in presa diretta.</p>
<p>Ciò che ho visto ed ascoltato mi ha talmente indignato.</p>
<p>Accanto ad analisi che rispondono alla realtà, vi sono state tante omissioni, pur se la troupe era in possesso del materiale giusto.</p>
<p>Non so se per eccessiva diplomazia o per far evidenziare le contraddizioni della destra.</p>
<p>Sicuramente chi non conosce i fatti non ha avuto una reale rappresentazione degli stessi.</p>
<p>Stasera a mente fredda il commento di Out of the Shell.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno-deportazione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-178" title="rosarno deportazione" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno-deportazione-221x300.jpg" alt="rosarno deportazione" width="221" height="300" /></a></p>
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		<title>Ancora su Rosarno</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle caratteristiche di Out of the Shell è cercare di capire. Credo che, oltre il proprio pensiero ed alla propria esperienza civile, serva essere informati al fine di crearsi una propria autonoma coscienza di ciò che avviene attorno a te. Informarsi anche utilizzando l&#8217;informazione che contesti come falsa e/o di parte, fatta di giornali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno-rivolta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-170" title="rosarno rivolta" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno-rivolta.jpg" alt="rosarno rivolta" width="299" height="208" /></a></p>
<p>Una delle caratteristiche di Out of the Shell è cercare di capire.</p>
<p>Credo che, oltre il proprio pensiero ed alla propria esperienza civile, serva essere informati al fine di crearsi una propria autonoma coscienza di ciò che avviene attorno a te.</p>
<p>Informarsi anche utilizzando l&#8217;informazione che contesti come falsa e/o di parte, fatta di giornali e televisione, principalmente quest&#8217;ultima che in questo momento storico, quale quinto potere, sta creando la mediocrità sociale e violenta in cui viviamo, priva di valori ed ideali, fatta di lustini e paillettes e che ti indirizza verso la cultura dell&#8217;immaggine e dell&#8217;apparire.</p>
<p>Questa sera Anno Zero su Rai Due, condotta da Michele Santoro,  parlerà della rivolta dei ragazzi africani a Rosarno di cui ho già parlato nei giorni scorsi.</p>
<p>La vedrò, e poi, da testimone quasi oculare della rivolta, ma come parte di quell&#8217;invisibile e silenzioso impegno che in questi anni ha denunciato le loro condizioni di vita e li ha difesi dalle vessazioni, farò il mio commento.</p>
<p>Out of The Shell</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-171" title="rosarno" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/rosarno.jpg" alt="rosarno" width="299" height="199" /></a></p>
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		</item>
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		<title>Un pò di contenuti e prosecuzione</title>
		<link>http://www.outoftheshell.it/2010/01/11/un-po-di-contenuti-e-prosecuzione/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[Piano piano il nostro proggetto si arrichisce. Dalle 15,00 alle 17,00 di ogni giorno A SAUCERFUL OF SECRETS   Dalle 17,30 forse ma ci sarà Come al solito dalle 23,00 Out Of The Shell Ancora Rosarno arrivano voci di repressione. Al danno la beffa.  I ragazzi africani son dovuti fuggire da Rosarno, lasciando dietro le proprie spalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piano piano il nostro proggetto si arrichisce.</p>
<p>Dalle 15,00 alle 17,00 di ogni giorno</p>
<p><span style="COLOR: #00ff00">A SAUCERFUL OF SECRETS</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="COLOR: #00ff00"> </span><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/l_011ba3ceab5c534c292ceffff7db635f.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-146" title="l_011ba3ceab5c534c292ceffff7db635f" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/l_011ba3ceab5c534c292ceffff7db635f-150x150.jpg" alt="l_011ba3ceab5c534c292ceffff7db635f" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dalle 17,30 forse ma ci sarà</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/Loc11gen2010.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" title="Loc11gen2010" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/Loc11gen2010-207x300.jpg" alt="Loc11gen2010" width="207" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Come al solito dalle 23,00 Out Of The Shell</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/solitudinebutt1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-148" title="solitudinebutt" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/solitudinebutt1.jpg" alt="solitudinebutt" width="152" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ancora Rosarno arrivano voci di repressione.</p>
<p style="text-align: left;">Al danno la beffa. </p>
<p style="text-align: left;">I ragazzi africani son dovuti fuggire da Rosarno, lasciando dietro le proprie spalle tutto ciò che avevano ed  i proventi del proprio lavoro, aiutati da quello che ritenevano lo Stato italiano.</p>
<p style="text-align: left;">Uno Stato nelle mani di razzisti e xenofobi che per biechi fini elettorali li sta rinchiudendo nei CIE per espellerli e dimostrare la propria forza.</p>
<p style="text-align: left;">Intanto le avanguardie fasciste cavalcano la rivolta è tentano l&#8217;occupazione di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro.</p>
<p style="text-align: left;">La criminalità organizzata che è complice e provocazione della situazione nello stesso tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Una popolazione in balia di queste strumentalizzazioni, le cui aree sane, che sono la maggioranza, partecipa confusa a tutto ciò che le viene proposto pur di non sentirsi criminalizzata.</p>
<p style="text-align: left;">Stasera ancora Out Of The Shell su Rosarno </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Discrimination is too much</title>
		<link>http://www.outoftheshell.it/2010/01/10/discrimination-is-too-much/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 19:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[  Dopo due giorni di silenzio. Silenzio voluto ieri, ma patito l&#8217;altro ieri Out of the Shell torna. Nelle ultime 48 ore nel mio territorio è successo di tutto, la sconfitta dello Stato, ma anche l&#8217;essere inermi e senza forze da parte del Movimento. Out of the shell da anni si occupa della c.d. &#8220;Questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/panoramica_rosarno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-140" title="panoramica_rosarno" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/panoramica_rosarno-300x41.jpg" alt="panoramica_rosarno" width="300" height="41" /></a></p>
<p> </p>
<p>Dopo due giorni di silenzio.</p>
<p>Silenzio voluto ieri, ma patito l&#8217;altro ieri Out of the Shell torna.</p>
<p>Nelle ultime 48 ore nel mio territorio è successo di tutto, la sconfitta dello Stato, ma anche l&#8217;essere inermi e senza forze da parte del Movimento.</p>
<p>Out of the shell da anni si occupa della c.d. &#8220;Questione Rosarno&#8221;.</p>
<p>Anzi Rosarno è stata la prima lotta che ha abbracciato dopo la censura.</p>
<p>Una lotta che teneva in debito conto il contesto sociale ed econimico in cui questo scempio si verificava.</p>
<p>Stasera, dopo tutte le interviste richieste e fatte, Out Of The Shell parla.</p>
<p>Al di là dei comunicati, ma semplicemente per dire ciò che realmente pensa, nella piena libertà che contraddistingue questo proggetto nel momento stesso in cui è nato.</p>
<p>Un&#8217;analisi tra l&#8217;antropologico, sociologico ed il politico.</p>
<p>Intanto questo è il comunicato ufficiale della Rete Antirazzista di Reggio Calabria di cui Out of the Shell fa parte.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Discrimination is too much<br />
Non sparate sui migranti<br />
No apartheid</strong></p>
<p>La Rete Migranti di Reggio Calabria, costituita da soggettività di varia estrazione culturale, religiosa e politica, comprese le diverse realtà che da anni, soprattutto in questi drammatici momenti, lavorano al fianco dei migranti di Rosarno, ha da sempre denunciato lo stato di degrado, schiavitù e assenza assoluta di diritti in cui si ritrovano i “raccoglitori di arance”.</p>
<p>Una situazione la cui esplosività era ben conosciuta. L’ennesima aggressione fisica subita da uno dei braccianti ha scatenato la loro rabbia spontanea. Questa reazione ha provocato una risposta spropositata, violenta e xenofoba di una parte della popolazione rosarnese che si è sentita autorizzata “al tiro al bersaglio”. Quanto accaduto è l’esemplificazione di uno stato di ingiustizia sociale, sfruttamento e diseguaglianze prodotto anche da politiche nazionali razziste e securitarie che mai come in questo momento si sono rivelate fallimentari e inappropriate.</p>
<p>Degli oltre 1500 migranti impegnati nell’agricoltura locale, al momento solo pochi permangono a Rosarno, in attesa di scappare dalla terra che li ha resi schiavi nonostante fossero il cardine dell’economia di quel territorio: paradossale era la loro unica richiesta, impressa sui muri dell’ex Opera Sila di Gioia Tauro, “Non sparateci addosso”.</p>
<p>La Calabria solidale che da sempre lotta per l’integrazione e l’accoglienza, rifiuta questo stato delle cose e lancia la costituzione di una Rete di Solidarietà nazionale che supporti i migranti, costretti a lasciare il loro tetto d’amianto, la loro baracca, il loro lavoro niente affatto dignitoso e il loro ultimo stipendio per ritrovarsi nuovamente alla ricerca di un futuro che speravano di guadagnarsi in Calabria.</p>
<p>L’eccezionalità di quanto sta avvenendo evidenzia non solo l’incapacità dello Stato di rispondere adeguatamente alla domanda sociale rivolta dai migranti, ma anche come abbia lasciato in maniera incosciente, pericolosa e irresponsabile che a risolvere il “problema” fossero mani mafiose e/o rondiste.</p>
<p>La complessità della situazione in atto a Rosarno, forse non casuale ma comunque pericolosa, necessita di un tempo di analisi prima di un intervento politico. L’assemblea nazionale della Rete Antirazzista, che si terrà a Roma il 24 gennaio, diventa un primo momento per riflettere e rispondere, attraverso un ragionamento collettivo, ad una situazione che oggi si è determinata nella Piana di Gioia Tauro, ma che coinvolge tutta l’Italia rischiando di divenire un pericoloso precedente. Noi parteciperemo all&#8217;assemblea di Roma proponendo la convocazione in tempi brevi di un nuovo incontro nazionale da tenersi a Riace, borgo virtuoso dell’ospitalità diffusa e multietnica.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/untitled2.bmp"><img class="aligncenter size-full wp-image-143" title="untitled" src="http://www.outoftheshell.it/wp-content/uploads/2010/01/untitled2.bmp" alt="untitled" /></a></p>
<p style="text-align: center;">questa sera alle 23,00</p>
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