Archivio di gennaio 2010

Ancora su Anno Zero e Rosarno

venerdì, 15 gennaio 2010

annozero

Out the Shell ha una caratteristica che ho già spiegato nella prima trasmissione e che ancora potete ascoltare.

L’esprimere ciò che pensa e vuole dire viene fatto attraverso vari canali di comunicazione.

Parole, musica, letture, silenzi tutto fa parte di ciò che vuole dire.

Sta a chi ascolta comprendere, ma non è importante capire, l’importante è pensare per capire.

Ieri è stato molto difficile commentare la puntata di Anno Zero, di Michele Santoro,  in presa diretta.

Ciò che ho visto ed ascoltato mi ha talmente indignato.

Accanto ad analisi che rispondono alla realtà, vi sono state tante omissioni, pur se la troupe era in possesso del materiale giusto.

Non so se per eccessiva diplomazia o per far evidenziare le contraddizioni della destra.

Sicuramente chi non conosce i fatti non ha avuto una reale rappresentazione degli stessi.

Stasera a mente fredda il commento di Out of the Shell.

rosarno deportazione

Ancora su Rosarno

giovedì, 14 gennaio 2010

rosarno rivolta

Una delle caratteristiche di Out of the Shell è cercare di capire.

Credo che, oltre il proprio pensiero ed alla propria esperienza civile, serva essere informati al fine di crearsi una propria autonoma coscienza di ciò che avviene attorno a te.

Informarsi anche utilizzando l’informazione che contesti come falsa e/o di parte, fatta di giornali e televisione, principalmente quest’ultima che in questo momento storico, quale quinto potere, sta creando la mediocrità sociale e violenta in cui viviamo, priva di valori ed ideali, fatta di lustini e paillettes e che ti indirizza verso la cultura dell’immaggine e dell’apparire.

Questa sera Anno Zero su Rai Due, condotta da Michele Santoro,  parlerà della rivolta dei ragazzi africani a Rosarno di cui ho già parlato nei giorni scorsi.

La vedrò, e poi, da testimone quasi oculare della rivolta, ma come parte di quell’invisibile e silenzioso impegno che in questi anni ha denunciato le loro condizioni di vita e li ha difesi dalle vessazioni, farò il mio commento.

Out of The Shell

rosarno

Non so

mercoledì, 13 gennaio 2010

48_Ceccherini

 

Non so.

Sono quei momenti che non sai che dire.

Sono quei giorni in cui gli eventi e la vita ti sovrastano e non sai dove andare.

Sono quell’essere che arriva spontaneo con la stanchezza i pensieri da metabolizzare, ma che necessariamente deve condividere spontaneamente.

Senza mediazioni.

Senza riflessioni.

Purezza allo stato puro, fatta di rabbia, indignazione, solitudine e gioia di essere ancora pensante. Nonostante tutto.

Con l’unica paura di non riuscirci.

Con l’unica paura che il silenzio possa essere l’unica voce.

Ma con la consapevolezza che lo devi fare, non solo per te, ma anche per chi ti circonda.

Perchè è importante sempre essere presenti nella propria vita.

Allora ti aggrappi.

Ai  tuoi pensieri e li lasci andare.

Respiri a pieni polmoni e parli o leggi o mandi musica. Ma in ogni caso cerchi di non farti male.

Cerchi di non farti sopraffare dagli eventi.

Vivi la tua solitudine come una ricchezza.

Perchè comunque ogni sera la balaustra del faro che proteggi continua a profumare e ad aver il sapore della salsedine.

E la luce che hai appena acceso illumina l’orizzonte.

faro

Out of the Shell 

Non Luogo

martedì, 12 gennaio 2010

nn luogo

Nella elaborazione del proggetto Out Of The Shell web si è sempre avuta la voglia di pensare ad un suo non luogo.

Ossia, far sì, che Out Of The Shell non avesse una sua postazione fissa ma che avrebbe avuto la possibiltà di spostarsi alla ricerca delle storie che vuole raccontare.

Iniziate le trasmissioni , oggi si sperimenta questa idea, straordinariamente Out Of The Shell andrà in onda intorno alle 17,oo dal Teatro Umberto di Lamezia Terme per la diretta di

loc12gen2010

dopodichè se vi sarà la possibilità riflessioni e commenti come al solito alle 23,00

Un pò di contenuti e prosecuzione

lunedì, 11 gennaio 2010

Piano piano il nostro proggetto si arrichisce.

Dalle 15,00 alle 17,00 di ogni giorno

A SAUCERFUL OF SECRETS

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Dalle 17,30 forse ma ci sarà

Loc11gen2010

Come al solito dalle 23,00 Out Of The Shell

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Ancora Rosarno arrivano voci di repressione.

Al danno la beffa. 

I ragazzi africani son dovuti fuggire da Rosarno, lasciando dietro le proprie spalle tutto ciò che avevano ed  i proventi del proprio lavoro, aiutati da quello che ritenevano lo Stato italiano.

Uno Stato nelle mani di razzisti e xenofobi che per biechi fini elettorali li sta rinchiudendo nei CIE per espellerli e dimostrare la propria forza.

Intanto le avanguardie fasciste cavalcano la rivolta è tentano l’occupazione di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro.

La criminalità organizzata che è complice e provocazione della situazione nello stesso tempo.

Una popolazione in balia di queste strumentalizzazioni, le cui aree sane, che sono la maggioranza, partecipa confusa a tutto ciò che le viene proposto pur di non sentirsi criminalizzata.

Stasera ancora Out Of The Shell su Rosarno 

Discrimination is too much

domenica, 10 gennaio 2010

panoramica_rosarno

 

Dopo due giorni di silenzio.

Silenzio voluto ieri, ma patito l’altro ieri Out of the Shell torna.

Nelle ultime 48 ore nel mio territorio è successo di tutto, la sconfitta dello Stato, ma anche l’essere inermi e senza forze da parte del Movimento.

Out of the shell da anni si occupa della c.d. “Questione Rosarno”.

Anzi Rosarno è stata la prima lotta che ha abbracciato dopo la censura.

Una lotta che teneva in debito conto il contesto sociale ed econimico in cui questo scempio si verificava.

Stasera, dopo tutte le interviste richieste e fatte, Out Of The Shell parla.

Al di là dei comunicati, ma semplicemente per dire ciò che realmente pensa, nella piena libertà che contraddistingue questo proggetto nel momento stesso in cui è nato.

Un’analisi tra l’antropologico, sociologico ed il politico.

Intanto questo è il comunicato ufficiale della Rete Antirazzista di Reggio Calabria di cui Out of the Shell fa parte.

Discrimination is too much
Non sparate sui migranti
No apartheid

La Rete Migranti di Reggio Calabria, costituita da soggettività di varia estrazione culturale, religiosa e politica, comprese le diverse realtà che da anni, soprattutto in questi drammatici momenti, lavorano al fianco dei migranti di Rosarno, ha da sempre denunciato lo stato di degrado, schiavitù e assenza assoluta di diritti in cui si ritrovano i “raccoglitori di arance”.

Una situazione la cui esplosività era ben conosciuta. L’ennesima aggressione fisica subita da uno dei braccianti ha scatenato la loro rabbia spontanea. Questa reazione ha provocato una risposta spropositata, violenta e xenofoba di una parte della popolazione rosarnese che si è sentita autorizzata “al tiro al bersaglio”. Quanto accaduto è l’esemplificazione di uno stato di ingiustizia sociale, sfruttamento e diseguaglianze prodotto anche da politiche nazionali razziste e securitarie che mai come in questo momento si sono rivelate fallimentari e inappropriate.

Degli oltre 1500 migranti impegnati nell’agricoltura locale, al momento solo pochi permangono a Rosarno, in attesa di scappare dalla terra che li ha resi schiavi nonostante fossero il cardine dell’economia di quel territorio: paradossale era la loro unica richiesta, impressa sui muri dell’ex Opera Sila di Gioia Tauro, “Non sparateci addosso”.

La Calabria solidale che da sempre lotta per l’integrazione e l’accoglienza, rifiuta questo stato delle cose e lancia la costituzione di una Rete di Solidarietà nazionale che supporti i migranti, costretti a lasciare il loro tetto d’amianto, la loro baracca, il loro lavoro niente affatto dignitoso e il loro ultimo stipendio per ritrovarsi nuovamente alla ricerca di un futuro che speravano di guadagnarsi in Calabria.

L’eccezionalità di quanto sta avvenendo evidenzia non solo l’incapacità dello Stato di rispondere adeguatamente alla domanda sociale rivolta dai migranti, ma anche come abbia lasciato in maniera incosciente, pericolosa e irresponsabile che a risolvere il “problema” fossero mani mafiose e/o rondiste.

La complessità della situazione in atto a Rosarno, forse non casuale ma comunque pericolosa, necessita di un tempo di analisi prima di un intervento politico. L’assemblea nazionale della Rete Antirazzista, che si terrà a Roma il 24 gennaio, diventa un primo momento per riflettere e rispondere, attraverso un ragionamento collettivo, ad una situazione che oggi si è determinata nella Piana di Gioia Tauro, ma che coinvolge tutta l’Italia rischiando di divenire un pericoloso precedente. Noi parteciperemo all’assemblea di Roma proponendo la convocazione in tempi brevi di un nuovo incontro nazionale da tenersi a Riace, borgo virtuoso dell’ospitalità diffusa e multietnica.

 

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questa sera alle 23,00

Franco Nisticò

giovedì, 7 gennaio 2010

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Era il 19 dicembre all’incirca intorno alle 15,oo.

Dopo il suo intervento sul palco della Manifestazione No Ponte Franco Nisticò di li a poco cessava di vivere.

Una morte come sognata, sul palco dopo un comizio, come il suo amato Enrico Berlinguer.

Dopo aver consegnato a tutti noi ed ai propri figli il testimone della lotta.

La lotta fatta di unione tra giovani e vecchi, fatta di condivisione di ideali, fatta contro la classe politica che ci ignora pronta a mantenere le proprie poltrone.

Oggi “Anno Zero” doveva ospitare Guerino, suo figlio, gli eventi degli ultimi giorni hanno fatto differire la partecipazione.

Ma ci sarà mai tempo per ricordare in un palcoscenico così grande?

Quanto tempo dovrà passare ?.

Per impedire che tutto ciò venga dimenticato.

Stasera, autorizzato e liberato dal conflitto d’interesse.

Il ns ricordo, per dare onore ad un testamento che ci è stato consegnato.

Out Of The Shell