Due giorni di silenzio

Avevo promesso un aggiornamento quotidiano.
Ma credo che ogni tanto il silenzio e l’introspezione finalizzata alla metabolizzazione delle proprie idee sia importante.
Per questo negli ultimi due giorni ho preferito un piccolo ritiro, fatto di non comunicazione.
Avevo bisogno di capire come dire ed esprimere.
Oggi ricade il ventennale della caduta del muro di Berlino.
L’atto di festa che come suole dirsi ha posto fine alla c.d “Guerra Fredda”.
Ero già un cronista, se pur in erba (!!!), venti anni fa.
Ho provato a ricordare attraverso il can can mediatico di questi giorni, quello che provai allora.
Trasmettevo già in radio, Out Of The Shell, allora si chiamava “Frontiere”, immaginava un orizzonte marino nel quale il tramonto rappresentava un momento di speranza per il futuro, non più fatto di banalità di commercio, ma di valori artistici che potevano esprimersi.
Erano gli albori della consapevolezza del mezzo comunicativo che avevo in mano.
Era il confrontarsi con i linguaggi che poi definii “vetero” e la necessità di un nuovo modo di comunicare.
Un comunicare contro la massificazione.
Sicuro che, come la caduta del muro aveva portato all’illusione della vittoria del sistema capitalistico, nello stesso tempo si sarebbe dovuta attendere l’implosione di questo stesso sistema.
In questi anni, in questa mia attività ho avuto la possibilità di conoscere le testimonianze di chi ha vissuto quel momento come banbino figlio della Germania dell’Est.
Ma anche chi è stato testimone oculare dell’attentato alla Torri gemelle a New York.
In tutte queste occasioni il life motive era che il sistema c.d. vincente era un sistema fatto di vacue immagini e sempre più deprimende solitudini.
Un sistema nel quale pochi detenendo un potere economico cercano di indirizzare il pensiero di molti.
La crisi economica degli ultimi anni ha dato conferma a quello che allora pensavo.
Ma di più lo hanno dato gli eventi di questi ultimi venti anni nei quali gli unici risultati della “vittoria capitalistica”, sono stati ulteriore povertà, razzismo e guerre violente.
Out Of The Shell

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