La Corte Europea di Strasburgo ha condannato lo Stato Italiano per l’obbligo della presenza del crocifisso nelle scuole.
Non sono cattolico ma rispetto tutte le religioni.
Molti miei cari amici, con i quali ho approfonditi confronti, sono preti (Padre Alex Zanotelli, Giorgio Poletti, Giovanni Laudania). La diversità di credo non ci impedisce di avere dei sani confronti sulle tematiche di movimento (difesa dei territori, dei beni comuni o dell’aggregazione sociale, come sull’antirrazzismo e l’ntegrazione dei cittadin* stranieri). Certo altri argomenti sono l’influenza del vaticano nella società italiana (“cattolica, apostolica, romana”). Parlo di questa sentenza perchè è l’affermazione di ciò che credo debba essere l’affermazione della laicità della società, che, nello stesso tempo, afferma la libertà di professare ad ognuno il proprio credo (chiaramente quando ciò non è parte di manipolazione mentale e plagio, ma libertà di pensiero e morale).
La circostanza che mi ha colpito è che, per l’affermazione di tali principi che dovrebbero essere basilari per la convivenza civile, ci voglia la caparbietà e la costanza di lotta di singoli.
Lo è stato in questo caso con Solie Lautsi, ma lo è stato prima con Peppino Englaro.
Quante altre lotte singole e caparbie ci vorranno per l’affrancazione dell’Italia dal Vaticano ?.





