Due morti ed un anniversario tra il sacro ed il profano

Ieri sono venute a mancare due donne totalmente diverse tra loro.
L’una ha rappresentato uno dei più alti esempi della letteratura e poesia italiana del novencento.
L’atra figlia umile della terra calabra ha cercato con umiltà di trasmettere il proprio credo.
Ma oggi è anche l’anniversario della morte di uno dei più grandi poeti, letterati, registi del novecento che non ha avuto la possibilità di avere la propria morte biologica.
Alda Marini, semplice poetessa della vita, perseguitata da una società che non riconosceva il diverso, internata più volte in manicomimio ha conosciuto quei lager prima della Legge Basaglia fatti di violenza fisica, la si potrebbe definire con le dovute e doverose eccezioni la Sylvia Plath italiana.

Depreco, sai, la mia scrittura
che dà i vagheggiamenti al mondo.
Tutti credono che io sia una perla,
invece ho ammazzato tanti unomini
e tante solitudini.
C’è chi mi scrive che gli ho salvato la vita
e chi mi dice che io l’ho dannato.
Nessuno mi invita mai a una festa
perchè come poeta debbo stare lontana
dai vincitori.

Il 2 novembre 1975 veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista perseguitato al suo tempo e idolatrato ai giorni nostri.
Profeta del degrado sociale italiano sfociato nel pidduista regime attuale.
Dove la gente il popolo che lui amava conoscere e con infatile curiosità e che come Alda studiava per raccontare, non ha più voce ed insegue il futile momento di celebrità volgare televisiva, quale momento di elevazione sociale.

FRAMMENTO ALLA MORTE

Vengo da te e torno a te,
Sentitamente nato con la luce, col caldo,
battezzato quando il vagito era gioia,
riconosciuto in Pier Paolo
all’origine di una smaniosa epopea:
ho camminato alla luce della storia,
ma, sempre, il mio essere fu eroico,
sotto il tuo dominio, intimo pensiero.
Si coagula nella scia di luce
nelle atroci sfiduce
della tua fiamma, ogni atto vero
del mondo, di quella
storia: e in essa si verifica intero,
vi perdeva la vita per rieverla:
e la vita era reale solo se bella ….
La furia della confessione,
prima, poi la furia della chiarezza:
era date te che nasceva, ipocrita, oscuro
sentimento! E adesso,
accusino pure ogni mia passione,
m’infanghino, mi dicano informe, impuro
ossesso, dilettant, spergiuro:
tu mi isoli, mi dai certezza della vita:
sono nel rogo, gioco la carta del fuoco,
e vico, questo mio poco,
immenso bene, vinco quest’infinita,
misera mia pietà
che mi rende anche la giusta ira amica:
posso farlo, perchè ti ho troppo patita !
Torno a te, come torna
un emigrato al suo paese e lo riscopre:
ho fatto fortuna (nell’intelletto)
e sono felice, proprio
com’ero un tempo, destituito di norma.
Una nera rabbia di poesia nel petto.
Una pazza vecchiaia di giovinetto.
Una volta la tua gioia era confusa
con il terrore, è vero, e ora
quasi con altra gioia,
livida, arida: la mia passione delusa.
Mi fai ora davvero paura,
perchè mi sei davvero vicina, inclusa
nel mio sato di rabbia, di oscura
fame, di ansia quasi di nuova creatura.
Sono sano, come vuoi tu,
la nevrosi mi ramifica accanto,
l’esaurimento mi inaridisce, ma
non mi ha: al mio fiano
ride l’ultima luce di gioventù.
Ho avuto tutto quello che volevo, armai:
sono anzia andato anche più in là
di certe speranze del mondo: svuotato,
eccoti lì, dentro di me, che empi
il mio tempo e i tempi, Sono stato razionale e sono stato
irrazionale: fino in fondo.
E ora …. ah, il deserto assordato
dal vento, lo stupendo e immondo
sole dell’Africa che illumina il mondo,
Africa! Unica mia
alternativa …………………………..

Pasolini è stato perseguitato dal bigottismo cattolico del suo tempo, ma Natuzza Evoli, mistica di Calabria, è stata come Padre Pio ignorata dalla chiesa che serviva.
Nonostante la sua umiltà e la sua devozione.
Nonostante i continui ed immensi pellegrinaggi.
Non sono cattolico per cui non entro nel merito.
Ma ne parlo solo perchè volete vedere che d’ora in poi intorno a lei la chiesa di Roma aprirà il bussiness.
Cattedrale, alberghi, santuario il tutto raccogliendo soldi su soldi. Ma dell’umiltà della parola per tutti che resterà ?

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